
Bio: Francesco Rotta, Infermiere
Ora mi permetto di scegliere quale divisa indossare e come reinterpretare il mio essere professionista del benEssere. Sono qui perché voglio prendermi il mio tempo con te, ascoltarti, capire i tuoi bisogni, disegnare con te un piano di cura che ti avvicini il più possibile al miglior stato di benessere, consapevole che “il tempo di relazione è tempo di cura”.
Ciao, sono Francesco, e sono infermiere dal 2001,

anno in cui ho conseguito la Laurea in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Milano.
Per 18 anni ho lavorato in Pronto Soccorso dedicandomi all'area critica.
Conseguito il Master in "Emergenza-Urgenza 118" nel 2011 mi sono dedicato alla gestione dell'emergenza extra-ospedaliera: dal 2011 al 2023 ho collaborato con AREU Lombardia (Infermiere MSA 1 e MSA 2, automedica e autoinfermieristica).
Tra il 2017 e il 2018 ho lavorato presso il Kabul War Victim Center, ospedale per vittime di guerra, collaborando con l'ONG Emergency. Nei sei mesi di durata della missione ho svolto la funzione di infermiere internazionale responsabile dei reparti ICU (rianimazione) e D-Ward (ortopedia).
In qualità di docente, ho tenuto lezioni in lingua inglese al personale medico e infermieristico afgano nei corsi organizzati da WHO (PHTC e BLS).
Dal 2019 al 2023 ho svolto la funzione di Infermiere Referente di turno, coadiuvando il mio coordinatore nei processi organizzativi e gestionali dell'unità operativa, inserendo ed affiancando i colleghi neoassunti e gestendo le assegnazioni delle sale/aree degli infermieri in Pronto Soccorso.
Sono Istruttore IRC e AREU per i corsi BLSD (laico e sanitari) e pBLSD e ho tenuto alcuni incontri di docenza presso l'Università degli Studi di Milano su "L'infermiere negli scenari di guerra".
Mi sono occupato per vent'anni di tutoraggio degli studenti universitari durante i tirocini in reparto e ho seguito alcuni di loro nell'elaborazione delle tesi di Laurea in qualità di correlatore.
Ho pubblicato diversi articoli e ricerche su Italian Journal of Nursing la rivista dell'Ordine degli Infermieri di Milano-Lodi-Monza e Brianza.
Dopo 22 anni di lavoro come dipendente pubblico ho deciso di intraprendere la mia carriera come libero professionista perché ero convinto che mi sarei sentito maggiormente valorizzato correndo da solo e non camminando in mezzo al gruppo…
Da infermiere libero professionista ho lavorato nei cantieri e nei campi base del Terzo Valico, sulle ambulanze del 118 dell’Emilia Romagna, docente nei corsi per OSS, nurse project manager di una start up milanese, infermiere di Pronto Soccorso/triage al confine con la Svizzera. Insomma, mi sono divertito, non mi sono mai fermato e ho continuato a crescere professionalmente.
Il momento che cambia tutto
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Come avrai capito, ho amato -e amo- l’infermieristica in ogni sua parte; mi sono nutrito morso dopo morso di questa professione come un ragazzino affamato fa con una mela fresca in estate, lasciando a terra il torsolo spolpato. Ho amato il mio essere infermiere come si ama una donna importante: non solo quando è bella, truccata e in abito da sera, ma anche nei momenti meno opportuni, ma più veri: al mattino appena sveglia, senza trucco e con la voce ancora assonnata… così ho amato la mia professione, giorno dopo giorno, anno dopo anno, lavorando con gli anziani non più autosufficienti né lucidi, con i malati terminali, accompagnandoli fino agli ultimi respiri del loro percorso di vita materiale.
Ho amato tutte le divise che ho indossato: quella di infermiere del 118 sulle strade di Milano, quella del Pronto Soccorso -luogo che… o lo ami o lo odi, ma se non lo vivi non puoi dire nulla di natura umana e psicologia sociale-, quella di docente e formatore, ma più di tutte mi sta a cuore quella che ho indossato sotto le bombe a Kabul, nella parte più sbagliata, ma più giusta del mondo.
Dalla cura della persona malata alla ricerca del benessere

Ora mi permetto di scegliere quale divisa indossare e come reinterpretare il mio essere professionista del benEssere. Sono qui perché voglio prendermi il mio tempo con te, ascoltarti, capire i tuoi bisogni, disegnare con te un piano di cura che ti avvicini il più possibile al miglior stato di benessere, consapevole che “il tempo di relazione è tempo di cura”.
Non voglio più strilli, urla e suoni assordanti di sirene che annunciano emergenze, ma nel silenzio voglio sedermi accanto a te e ascoltarti, per sovvertire il paradigma del Sistema Sanitario che preferisce curarci quando ci ammaliamo: io voglio che tu abbia cura di te ora, che tu abbia a cuore la tua salute adesso e che non aspetti i primi sintomi della malattia. Voglio che tu possa discutere con me di longevità e di un modo per invecchiare bene e vivere con qualità ogni giorno della tua vita futura.
Se avrai la fortuna di avermi come professionista troverai in me ascolto, attenzione, empatia e rispetto. Sarò in grado di leggere nei tuoi segni e sintomi il tuo deficit di cura e lo riempiremo insieme con rispetto reciproco, attraverso un approccio multidisciplinare, avvalendoci di altri professionisti, laddove necessario.
Utilizzeremo procedure sicure, non nocive, con la finalità di accompagnarti verso la migliore versione di te. Attraverso l’unione del rigore scientifico e sensibilità olistica tracceremo insieme il percorso più adatto, nel rispetto della tua persona e in un’ottica di salute fisica, psichica e sociale.
Pronto per iniziare il tuo percorso verso il benessere?
Sarò felice di supportarti nei tuoi obiettivi.
Domande Frequenti
Ogni persona è unica: prima di iniziare qualsiasi trattamento effettuo sempre una valutazione approfondita che comprende anamnesi, obiettivi personali e verifica di idoneità clinica.
Alcune condizioni (farmaci in corso, patologie, gravidanza/allattamento, allergie, controindicazioni specifiche) richiedono cautela o l’esclusione di determinate metodiche.
Se emergono dubbi, condivido il caso con i medici specialisti con cui collaboro per garantire la massima sicurezza.
Quando possibile, propongo alternative o percorsi graduali in linea con la tua situazione. L’obiettivo è costruire un intervento che sia efficace, sostenibile e sicuro, in studio o — se idoneo — anche a domicilio su Milano e dintorni.
La durata dipende da obiettivi, punto di partenza e risposta individuale.
Dopo la prima valutazione definiamo un piano personalizzato con step chiari: numero di sedute, cadenza, eventuali combinazioni (es. ozono + IV Therapy), micro-abitudini da introdurre e momenti di controllo per monitorare i progressi. In genere, i cicli iniziali vanno dalle 4 alle 24 settimane, con follow-up di assestamento e richiami periodici quando necessario.
Preferisco un approccio per fasi: intervento, osservazione, ottimizzazione.
Questo permette di adattare il percorso al tuo ritmo di vita e di valutare risultati reali, anche se scegli di svolgere parte del programma a domicilio.
Dipende dal trattamento e dalla tua situazione clinica.
Per alcune consulenze e metodiche non è richiesta; per altre la prescrizione o il nulla osta medico è consigliato o necessario. In fase di valutazione ti indico con chiarezza cosa serve nel tuo caso e, se occorre, posso coordinarmi con il tuo medico curante o indirizzarti a uno specialista di fiducia.
Lavoro in équipe multidisciplinare per integrare in modo responsabile i protocolli infermieristici con il percorso clinico complessivo, così da tutelare la tua sicurezza e massimizzare i benefici.
Anche per le prestazioni a domicilio su Milano e dintorni, valgono gli stessi criteri di idoneità e collaborazione con i medici.